Non possiamo attibuire a tutti lo stesso vissuto poichè non è stato uguale. Alcuni hanno vissuto la quarantena con solitudine ed angoscia, altri all’opposto con serenità e novità. Vi mostrerò i possibili vissuti soprattutto analizzando varie fasce di età e diversi tipi di relazione.
I pre- adolescenti e adolescenti hanno vissuto il distanziamento con sofferenza soprattutto a causa dell‘impossibilità di uscire e avere contatti fisici. La negazione, soprattutto nella fase iniziale è stato il meccanismo di difesa più diffuso. Nella sessualità però, i cambiamenti sono stati minimi. Gli adolescenti hanno come primo modo di contattarsi quello digitale ed il periodo della quarantena ha solo fatto aumentare questo strumento comunicativo. È stato riscontrato, infatti, un picco nel sexting (acronimo per sex+testing) cioè lo scambio di foto, video e messaggi sessuali tra due partner attraverso chat. Di conseguenza sono aumentati tutti i comportamenti tipici del mondo digitale. Un esempio di comportamento di questa nuova era è il ghosting, cioè sparire improvvisamente smettendo di rispondere ai messaggi; o lo zombieing, il ritorno dal mondo dei morti dell’ex fidanzato scomparso da anni. Sono aumentate anche le dating app, l’uso della pornografia e l’autoerotismo.

Negli adulti la differenza dipende dal tipo di relazione di coppia. Se la coppia vive a distanza, i partner hanno imparato ad usare un mondo digitale che, mentre per gli adolescenti era già reale, per gli adulti è stata una sorpresa da scoprire. L’attesa di rincontrarsi ha fatto battere i cuori e vivere una romantica love story come Romeo e Giulietta. Nelle coppie conviventi, invece, la sessualità ha subito le influenze del tipo di relazione. Coppie stabili e unite hanno vissuto una luna di miele, avendo tempo ed essendo liberi da impegni è stato facile riscoprire desideri e fantasie. C’è stato anche un aumento nella vendita dei sex toys a conferma del desiderio di nuove scoperte. In queste coppie, tuttavia, lo stress per le difficoltà economiche e lavorative, avere i bambini in casa ed il cambiamento di abitudini, può aver portato ad un calo di desiderio, che però non incide sulla coppia se comunica e si rispetta. Nelle coppie conflittuali invece la mancanza di spazi personali e luoghi dove sfogare la rabbia ha fatto aumentare le frustrazioni portando a separazioni, divorzi e in caso peggiore ad acting di violenza domestica. Non a caso sono aumentati femminicidi e denunce di tentati omicidi.
Per i single o chi ha rapporti di tipo occasionale le possibilità d’incontro sono state relegate solo all’uso del digitale. Tuttavia durante la fase 2, la possibilità di incontrarsi ha aperto nuove strade. Sono stati diffusi da vari associazioni (FISS, CIS etc..) dei vademecum su come affrontare un rapporto sessuale e limitare la possibilità di contagio. In queste guide viene spiegato come si diffonde il virus e poi consiglia quali sono gli strumenti più adatti per limitare la diffusione ( www.fiss.it ). Oggi la situazione è cambiata. La quarantena è terminata e, a poco a poco, ci stiamo avvicinando alla normalità. Riguardo la sessualità e post quarantena possiamo affermare che l’uso del digitale non è variato, confermandosi come luogo di élite di incontri anche sessuali. Il digitale corrisponde a uno strumento di riservatezza, poco rischioso e divertente essendo una novità culturale. Però, mi riservo di dare un consiglio molto importante. Molti usano il digitale senza conoscere i propri diritti individuali sul web.
Avvengono molte molestie e violenze a causa della mancanza di conoscenze dei propri diritti. Un esempio è la diffusione del revenge porn, cioè la condivisione pubblica di immagini e video senza il consenso dell’interessato per motivi di vendetta o minaccia. Le persone devono informarsi di più, sia per non dover affrontare problematiche legali, ma soprattutto problemi con implicazioni psicologiche e traumatiche. Infatti, non solo l’uso scorretto del web può portare a minacce e vendette personali, ma frequenti dinamiche che avvengono sul web creano cognizioni negative e traumi. Un esempio è il catfish, presentarsi con una falsa identità e intrattenere rapporti basati su bugie. Il rischio è imbattersi in situazioni pericolose e subire traumi che minano la fiducia verso il mondo, se stessi e gli altri.
Nel post covid la sessualità è diventata anche un momento di incontro, laddove ci siamo sentiti lontani. Nella fase due lentamente si è tornati al corteggiamento e cercare di avvicinarsi fino alla situazione attuale in cui vi è un ripristino normale del desiderio sessuale.