Meditazione e BDSM. Sapete in cosa consiste la loro relazione? In questo articolo vi guideremo alla scoperta della meditazione connessa al BDSM, ovvero l’insieme di pratiche sessuali collegate al dolore, tra cui il bondage.

Avete mai provato giochi erotici con manette e frustini? O posizioni in cui una persona domina sull’altra? Stiamo parlando delle pratiche sessuali relative al BDSM che sono spesso associate a momenti piccanti e divertenti, ma fino ad ora è stato sottovalutato il benessere psicologico che ne emerge. Alcuni studi scientifici mettono in risalto la capacità meditativa, che il BDSM può avere nella vita di chi lo pratica, vediamolo in cosa consiste.

  

Che cos’è il BDSM?

Il termine BDSM è l’acronimo che indica determinate pratiche sessuali e relazionali: dal Bondage e Disciplina, alla Sottomissione e Dominazione, fino al Sadismo e Masochismo. Queste pratiche incuriosiscono molte persone che vogliono approcciarsi a rapporti sessuali nuovi ed estremi,  in cui si condividono fantasie legate al dolore con lo scopo di provocare piacere físico e mentale. Si tratta, in realtà, di relazioni di potere che si sviluppano nel tempo e  che devono basarsi sulla fiducia e soprattutto sul consenso.

 

 Una pratica che vanta anche dei locali a tema

Mistress e Master: sono i termini con cui si identificano rispettivamente dominatrici e dominatori, che spesso lavorano all’interno di locali tematici dove svolgono le pratiche sessuali connesse al dolore in sicurezza e tranquillità. La dominazione nella maggior parte dei casi non è solamente fisica, anzi perlopiù si tratta di possedere il controllo psicologico sull’altra persona che sente il bisogno di spogliarsi della propria identità per assumerne una nuova.  

In merito a questo tema c’è una serie TV chiamata BONDING, incentrata sul Bondage e Sottomissione, che rappresenta perfettamente i personaggi e luoghi descritti: all’interno di spazi inediti e specifici, durante la notte, i clienti si recano presso dominatrici  e dominatori per concentrarsi su se stessi, sulle loro fantasie e per scappare per qualche ora dalla vita di tutti i giorni.

 

Benessere psicologico dato dalle pratiche sessuali collegate al dolore

La storia delle pratiche sessuali connesse al dolore esiste già dal ‘900: Freud aveva analizzato il sadismo e masochismo, considerandole delle patologie legate ai disturbi provenienti dalla prima infanzia. Oggi il BDSM viene studiato dagli psicologi e non è più legato al concetto di malattia anzi, le ultime ricerche hanno dimostrato che può avere dei riscontri positivi a livello di disturbi psichici come la depressione, l’ansia o la paranoia. Il piacere provocato e dosato del dolore migliora l’umore dell’individuo, tanto da essere paragonato ad uno stato meditativo. 

 

La meditazione connessa al BDSM

Cosa c’entra la  meditazione al BDSM? Questa abilità può aiutare, durante la pratica,  a spostare l’attenzione dai pensieri negativi a quelli positivi con lo scopo di purificare la mente. Il passato è testimone dell’esistenza di tecniche legate al dolore, intese come rituali spirituali per momenti meditativi; ad esempio:

 

  1. la flagellazione, attività praticata dai cristiani medievali;
  2. la camminata sui carboni ardenti, anch’essa praticata da fedeli cattolici e non;
  3. la meditazione al gelo sui monti tibetani da parte dei monaci buddisti.  

 

Da uno sguardo al passato torniamo al presente: studi recenti hanno dimostrato che il BDSM può essere considerata una forma di meditazione, perché i soggetti sono concentrati sul dolore in un preciso momento. Vivere l’attimo aiuta, dunque, a distrarsi dalla frenesia della quotidianità ed in quegli istanti il dolore si trasforma in piacere fisico e mentale.