Approfitto di una notizia di cronaca letta recentemente, per parlarvi di alcuni temi importanti riguardanti la sessualità. L’evento in questione riguarda la maestra d’asilo in Piemonte di cui se n’è parlato molto nei giornali, ed in particolare mi sono soffermata su un titolo in cui si leggeva: “Maestra d’asilo fa video pornografici”. Da qui, si è urlato subito allo scandalo. Quando ho letto tutto l’articolo mi sono resa conto che l’evento richiama degli aspetti sociali e culturali, che sono stati messi da parte e che, invece, sono importantissimi e affondano le radici in una cultura patriarcale e sessista.
Partiamo innanzitutto da cosa ha scatenato la vicenda della maestra di Torino. La donna insieme al suo fidanzato ha fatto una pratica che attualmente fa quasi il 70% della popolazione, che ha una vita attiva: il sexting, cioè condividere immagini e video personali sulla sessualità. Durante il lockdown il sexting ha permesso di mantenere relazioni di coppia ed una vita sessuale attive e, la sua diffusione nasce perché il digitale è diventato il mezzo di comunicazione maggiore. Come vuole questa pratica, la coppia di Torino si è scambiata foto e video intimi, e quando la relazione è finita queste immagini sono state diffuse dall’ex compagno su WhatsApp fino ad arrivare alla madre di un allievo della maestra. Dopodichè, la maestra è stata licenziata dalla preside.
Il revenge porn è una pratica che comporta la diffusione di video e foto a sfondo sessuale con l’intento di rovinare la reputazione della vittima e farle perdere ogni tipo di dignità. Questo può portare ad un condizionamento nella sfera sociale, familiare e lavorativa. Un altro degli aspetti del revenge porn è il forte condizionamento di tipo psicologico che la vittima subisce, perchè è stata tradita dal punto di vista affettivo e, questo sentimento, la porta a vivere con giudizio, angoscia e vergogna; dunque ha un forte risvolto psicologico che può comportare delle patologie depressive e l’isolamento a livello sociale.
Dal luglio del 2019 il revenge porn in Italia è reato penale e viene punito da uno a sei anni di carcere e con una multa fino a quindicimila euro. Gli aspetti che mi colpiscono di tutta la vicenda sono che:
-i giornali non hanno parlato del revenge porn in maniera da limitare la diffusione e farne capire l’importanza
-una donna non può avere una propria libertà sessuale
Queste due aspetti dimostrano un forte sessismo, rispetto al fatto che una donna non può fare foto e video relativi alla sua vita sessuale, perché non è lecito e non è bello. Secondo la nostra cultura la donna dev’essere santa, madre e moglie e non può essere femminile e con una propria femminilità e piacere.
Dietro la vicenda, c’è un pregiudizio sessista non solo da parte di un uomo, che diffonde per minaccia e divertimento foto e video intimi in rete, ma anche da parte di altre donne che invece di sostenere la vittima appoggiano le idee sessiste, patriarcali e maschiliste. Dunque, la nostra non solo è una cultura maschilista ma è una cultura dove le donne non si aiutano, che è ancora peggio.
Questo è un altro aspetto che mi ha colpito molto riguardo alla vicenda della maestra licenziata, ovvero il fatto di essere una maestra d’asilo. Questa professione ha sottoposto la vittima a pesanti critiche, come se i bambini anime innocenti non possono essere contaminati dalla sessualità, indicata come qualcosa di sporco.
Questo è un altro preconcetto della società, perché in realtà ci sono degli studi e foto che testimoniano i bambini dentro l’utero materno mentre toccano le loro parti intime. Il punto della questione, è che manca una profonda conoscenza sull’educazione sessuale.
L’educazione sessuale è fondamentale in questo caso perché veicola dei concetti fondamentali come il rispetto, il consenso e l’empatia verso l’altro. Bisognerebbe insegnare agli uomini a rispettare le donne e alle donne di essere vicine le une alle altre perché simili in ciò che provano e ciò che vogliamo raggiungere. Bisognerebbe insegnare che il sesso non è qualcosa di sporco, ma di fisiologico e importante per la nostra crescita oltreché per la consapevolezza di noi stessi e del nostro corpo.