Avete mai provato giochi erotici con manette e frustini? O posizioni in cui una persona domina sull’altra? Stiamo parlando delle pratiche sessuali relative al BDSM che sono spesso associate a momenti piccanti e divertenti, ma fino ad ora è stato sottovalutato il benessere psicologico che ne emerge. Alcuni studi scientifici mettono in risalto la capacità meditativa, che il BDSM può avere nella vita di chi lo pratica, vediamolo in cosa consiste.
Il termine BDSM è l’acronimo che indica determinate pratiche sessuali e relazionali: dal Bondage e Disciplina, alla Sottomissione e Dominazione, fino al Sadismo e Masochismo. Queste pratiche incuriosiscono molte persone che vogliono approcciarsi a rapporti sessuali nuovi ed estremi, in cui si condividono fantasie legate al dolore con lo scopo di provocare piacere físico e mentale. Si tratta, in realtà, di relazioni di potere che si sviluppano nel tempo e che devono basarsi sulla fiducia e soprattutto sul consenso.
Mistress e Master: sono i termini con cui si identificano rispettivamente dominatrici e dominatori, che spesso lavorano all’interno di locali tematici dove svolgono le pratiche sessuali connesse al dolore in sicurezza e tranquillità. La dominazione nella maggior parte dei casi non è solamente fisica, anzi perlopiù si tratta di possedere il controllo psicologico sull’altra persona che sente il bisogno di spogliarsi della propria identità per assumerne una nuova.
In merito a questo tema c’è una serie TV chiamata BONDING, incentrata sul Bondage e Sottomissione, che rappresenta perfettamente i personaggi e luoghi descritti: all’interno di spazi inediti e specifici, durante la notte, i clienti si recano presso dominatrici e dominatori per concentrarsi su se stessi, sulle loro fantasie e per scappare per qualche ora dalla vita di tutti i giorni.
La storia delle pratiche sessuali connesse al dolore esiste già dal ‘900: Freud aveva analizzato il sadismo e masochismo, considerandole delle patologie legate ai disturbi provenienti dalla prima infanzia. Oggi il BDSM viene studiato dagli psicologi e non è più legato al concetto di malattia anzi, le ultime ricerche hanno dimostrato che può avere dei riscontri positivi a livello di disturbi psichici come la depressione, l’ansia o la paranoia. Il piacere provocato e dosato del dolore migliora l’umore dell’individuo, tanto da essere paragonato ad uno stato meditativo.
Cosa c’entra la meditazione al BDSM? Questa abilità può aiutare, durante la pratica, a spostare l’attenzione dai pensieri negativi a quelli positivi con lo scopo di purificare la mente. Il passato è testimone dell’esistenza di tecniche legate al dolore, intese come rituali spirituali per momenti meditativi; ad esempio:
Non possiamo attibuire a tutti lo stesso vissuto poichè non è stato uguale. Alcuni hanno vissuto la quarantena con solitudine ed angoscia, altri all’opposto con serenità e novità. Vi mostrerò i possibili vissuti soprattutto analizzando varie fasce di età e diversi tipi di relazione.
I pre- adolescenti e adolescenti hanno vissuto il distanziamento con sofferenza soprattutto a causa dell‘impossibilità di uscire e avere contatti fisici. La negazione, soprattutto nella fase iniziale è stato il meccanismo di difesa più diffuso. Nella sessualità però, i cambiamenti sono stati minimi. Gli adolescenti hanno come primo modo di contattarsi quello digitale ed il periodo della quarantena ha solo fatto aumentare questo strumento comunicativo. È stato riscontrato, infatti, un picco nel sexting (acronimo per sex+testing) cioè lo scambio di foto, video e messaggi sessuali tra due partner attraverso chat. Di conseguenza sono aumentati tutti i comportamenti tipici del mondo digitale. Un esempio di comportamento di questa nuova era è il ghosting, cioè sparire improvvisamente smettendo di rispondere ai messaggi; o lo zombieing, il ritorno dal mondo dei morti dell’ex fidanzato scomparso da anni. Sono aumentate anche le dating app, l’uso della pornografia e l’autoerotismo.

Negli adulti la differenza dipende dal tipo di relazione di coppia. Se la coppia vive a distanza, i partner hanno imparato ad usare un mondo digitale che, mentre per gli adolescenti era già reale, per gli adulti è stata una sorpresa da scoprire. L’attesa di rincontrarsi ha fatto battere i cuori e vivere una romantica love story come Romeo e Giulietta. Nelle coppie conviventi, invece, la sessualità ha subito le influenze del tipo di relazione. Coppie stabili e unite hanno vissuto una luna di miele, avendo tempo ed essendo liberi da impegni è stato facile riscoprire desideri e fantasie. C’è stato anche un aumento nella vendita dei sex toys a conferma del desiderio di nuove scoperte. In queste coppie, tuttavia, lo stress per le difficoltà economiche e lavorative, avere i bambini in casa ed il cambiamento di abitudini, può aver portato ad un calo di desiderio, che però non incide sulla coppia se comunica e si rispetta. Nelle coppie conflittuali invece la mancanza di spazi personali e luoghi dove sfogare la rabbia ha fatto aumentare le frustrazioni portando a separazioni, divorzi e in caso peggiore ad acting di violenza domestica. Non a caso sono aumentati femminicidi e denunce di tentati omicidi.
Per i single o chi ha rapporti di tipo occasionale le possibilità d’incontro sono state relegate solo all’uso del digitale. Tuttavia durante la fase 2, la possibilità di incontrarsi ha aperto nuove strade. Sono stati diffusi da vari associazioni (FISS, CIS etc..) dei vademecum su come affrontare un rapporto sessuale e limitare la possibilità di contagio. In queste guide viene spiegato come si diffonde il virus e poi consiglia quali sono gli strumenti più adatti per limitare la diffusione ( www.fiss.it ). Oggi la situazione è cambiata. La quarantena è terminata e, a poco a poco, ci stiamo avvicinando alla normalità. Riguardo la sessualità e post quarantena possiamo affermare che l’uso del digitale non è variato, confermandosi come luogo di élite di incontri anche sessuali. Il digitale corrisponde a uno strumento di riservatezza, poco rischioso e divertente essendo una novità culturale. Però, mi riservo di dare un consiglio molto importante. Molti usano il digitale senza conoscere i propri diritti individuali sul web.
Avvengono molte molestie e violenze a causa della mancanza di conoscenze dei propri diritti. Un esempio è la diffusione del revenge porn, cioè la condivisione pubblica di immagini e video senza il consenso dell’interessato per motivi di vendetta o minaccia. Le persone devono informarsi di più, sia per non dover affrontare problematiche legali, ma soprattutto problemi con implicazioni psicologiche e traumatiche. Infatti, non solo l’uso scorretto del web può portare a minacce e vendette personali, ma frequenti dinamiche che avvengono sul web creano cognizioni negative e traumi. Un esempio è il catfish, presentarsi con una falsa identità e intrattenere rapporti basati su bugie. Il rischio è imbattersi in situazioni pericolose e subire traumi che minano la fiducia verso il mondo, se stessi e gli altri.
Nel post covid la sessualità è diventata anche un momento di incontro, laddove ci siamo sentiti lontani. Nella fase due lentamente si è tornati al corteggiamento e cercare di avvicinarsi fino alla situazione attuale in cui vi è un ripristino normale del desiderio sessuale.