«Nella maggior parte dei Stati membri dell’Unione europea questa materia è obbligatoria (in Germania dal 1968, in Danimarca, Finlandia e Austria dal 1970, in Francia dal 1998). Fanno eccezione 7 paesi su 24 analizzati: Bulgaria, Cipro, Lituania, Polonia, Romania, Regno Unito (ma nel febbraio del 2015 i parlamentari inglesi hanno chiesto che l’educazione sessuale divenga obbligatoria nella scuola primaria e secondaria) e Italia”. (https://www.valigiablu.it/educazione-sessuale-scuole/). Il sesso è un tabù ancora oggi. I bambini sono ritenuti asessuati fin dalla nascita. Angeli innocenti e puri a cui non appartengono le emozioni forti, tra cui aggressività e piacere. Un pensiero comune in Italia è che l’educazione sessuale potrebbe portare ad una maggiore diffusione degli atti sessuali in età precoce, ma non è così. I dati statistici dell’UNESCO riportati in grafico confermano l’importanza dell’educazione sessuale nel comportamento dei giovani.

Rapporto dell’Unesco “International Technical Guidance on Sexuality Education” del 2009
L’educazione sessuale non incoraggia i bimbi e i giovani a fare sesso, ma supporta il loro sviluppo sessuale, dà gli strumenti per conoscere i principi della riproduzione umana ed esplora le emozioni, le relazioni interpersonali tra i coetanei e familiari.
La mancanza di educazione sessuale fa crescere bambini che non hanno idea di cosa sia il loro apparato riproduttivo (invece già a sei anni i bimbi si accorgono dell’erezione del loro pene e le bambine sedute sulla sedia possono eccitarsi) e non capiscono cosa sia la sessualità. Anche se non le dicono comunque le domande cosiddette “scomode”, le pensano. Arriviamo alla fascia di età adolescenziale in cui i giovani sono arrivati senza informazioni e con l’idea che nella società non si deve parlare di sesso. Le uniche informazioni che ricavano derivano o dalla pornografia o da riviste non specializzate. Ciò avviene perché hanno interiorizzato il pensiero che con i genitori non si deve parlare, perché sono giudicati o puniti, e se parlano con i coetanei si vergognano, perché non si sentono all’altezza della loro immagine ideale. Così, acquisiscono informazioni errate, fuorvianti e piene stereotipi. E poi arriva in Italia…”Sex education”.
È una serie Netflix che sdogana la sessualità, affermando ciò che essa realmente è, cioè la scoperta di sé stessi e la ricerca della propria identità. I vari episodi si svolgono principalmente a scuola, luogo delle dinamiche e relazioni adolescenziali. La scuola rappresenta una micro società in cui il regista ha voluto puntare l’attenzione maggiormente sulla sessualità. È una copia della società dove la sessualità c’è, è di tutti, è diffusa, ma non se ne deve parlare apertamente. Il protagonista infatti svolge delle consulenze sessuali ai suoi coetanei in un bagno abbandonato della scuola, così da dimostrare l’esigenza dei giovani di parlarne, ma la negazione dell’esigenza da parte della società. La serie mostra una grande verità sociale, un mondo dove uno dei piaceri più grandi può diventare un affanno innescare solitudini, paure, pressioni, insicurezze, repressioni. I personaggi provano un’inspiegabile vergogna verso i propri pari. La vergogna di non essere all’altezza per gli standard eterodefiniti della nostra società. E da lì la paura di essere giudicati emarginati, derisi. L’adolescenza è fisiologicamente la fase della vita in cui le identità sono indefinite, in transizione e oscillanti, in cerca di un appiglio sociale e di un posto nel mondo. La sessualità dà un’opportunità. Essa è l’ambito in cui ci si conosce attraverso un percorso, il cui obiettivo è la definizione di sé stessi. Il percorso di conoscenza di sé può avvenire in questa maniera. Inizialmente l’adolescente pone attenzione alla percezione corporea (es: ho un’erezione) a cui lega la sensazione (eccitazione) ad esso associa il vissuto personale (dove è avvenuto, con chi, perché è avvenuto, che emozioni prova, cosa gli ricorda, etc..). Ma è necessario aggiungere un tassello fondamentale, la sessualità è principalmente rapporto con l’altro, perché è legata alla presenza di un altro da me. Pertanto, mi insegna cosa provo mentre sono con l’altro, e come rapportarmi nella dinamica a due. Facciamo un esempio: un adolescente sta baciando una ragazza/o e gli piace molto; di conseguenza si eccita, ma prova vergogna ad avvicinarsi di più, ha paura del rifiuto, ma realmente non sa come potrebbe reagire la compagna e cosa potrebbe provare. L’insieme del desiderio, delle emozioni associate alla relazione e l’intenzionalità della compagna/o, determineranno la sua intenzionalità d’azione quindi la sua maniera di contattare la ragazza/o, sperimentando possibili percorsi. Così, oltre a parlare di sessualità parliamo di due suoi sinonimi: intimità e affettività.
I personaggi sono indagati nelle loro storie di vita e vissuti. Il protagonista, per esempio, è un verginello timido e impacciato con una madre terapista sessuale invadente e poco rispettosa. Nella sessualità il suo problema è il non riuscire a masturbarsi; invece nelle relazioni sociali è essere isolato e timido. Sex education pertanto insegna che la sessualità scaturisce dai vissuti e dalla storia personale e plasma il proprio modo essere. Insegna che le fragilità sono punti di partenza per conoscersi e migliorarsi. Educa al l’accettazione del proprio essere, al superamento di un trauma, all’esistenza dei limiti (sia fisici che sociali), al riuscire a dimenticare il rancore e il passato con gli amici e familiari, per quanto sia difficile. Insegna l’empatia verso le difficoltà altrui e il rispetto individuale e sociale. Sex education pertanto non solo aiuta gli adolescenti ad un nuovo approccio alla sessualità, ma ha l’intento di cambiare la società, sostenendo l’importanza dell’educazione sessuale come strumento di cresciuta e di sostegno sociale, formando cittadini più consapevoli di sè e rispettosi dell’altro. La serie tratta anche di molestie, traumi sessuali, abusi, bullismo di genere e sessismo. Aiuta a vedere la maniera in cui tali temi siano attualmente trattati nella società e come vengono vissuti sia dalle vittime che dai carnefici. Sex education, grazie alla diffusione televisiva, arriverà a tutti e ad ogni fascia di età entrando a far parte del puzzle che porterà al cambiamento sociale in Italia. Contribuirà infatti all’avanzamento di una rivoluzione sessuale già in atto, in cui la sessualità prenderà il suo giusto posto: luogo primario di identità e affetto verso se stessi e l’altro.
Dott.ssa Lo Magro Emma
7 Giugno 2020