Giugno torna a vestirsi di colori sfavillanti con la manifestazione dedicata al Pride, la parata per i diritti della comunità LGBT+, che neanche la pandemia può fermare. Al posto delle piazze fisiche la libertà di orientamento e identità sessuale sarà espressa nella piazza virtuale, dove sono previste ugualmente “scintille” al motto di:” Resistiamo ieri, oggi, domani, sempre”.
Il Pride è una manifestazione con la quale persone omosessuali, lesbiche, bisessuali, pansessuali, transgender, intesex, queer, kinky scendono nelle piazze di tutto il mondo e ribadiscono il diritto di esprimere con orgoglio la propria libertà sessuale con vestiti dai colori sgargianti, peculiarità che, diversamente dal significato carnevalesco, ha a che fare con le origini della storia della comunità LGBT.
Parlare del Pride senza ricordare i moti di Stonewall sarebbe impossibile. Siamo negli Stati Uniti degli anni ’60. La cultura americana riteneva l’omosessualità una minaccia per una società basata sulla famiglia tradizionale. Pertanto la polizia spesso
organizzava delle retate nei locali e pub in cui si incontravano frequentemente persone della comunità LGBT. Le persone che si trovavano in tali pub o avevano atteggiamenti ritenuti indecenti, come tenersi per mano, venivano picchiate, arrestate e minacciate. Dopo decenni di soprusi la goccia che face traboccare il vaso avvenne nella notte tra il 27 e il 28 giugno del 1969 nel club di Stonewall Inn a New York; questa volta la comunità LGBT decide di reagire agli atti di violenza da parte della polizia e ne seguì una rivolta che durò fino al 4 Luglio. I moti di Stonewall rimarranno alla storia come la battaglia simbolica per la libera espressione dei diritti della comunità LGBT.
Un anno dopo, nel 1970 in memoria dei moti di Stonewall viene organizzato il primo Pride a New York chiamato “Christopher Street liberation pride”, prendendo il nome dalla strada in cui si trovava il pub Stonewall. Durante la marcia i partecipanti indossano vestiti dai toni sgargianti, slip e costumi da bagno, usati per esprimere senza paura se stessi e dichiarare al
mondo intero la loro opposizione alle regole di repressione e discriminazione. Il principio base è l’affermazione di se stessi per come si è. L’eccesso e la stravaganza sono sinonimo di accettazione e provocazione alla società tradizionale.
Il Pride è un evento organizzato dalla comunità LGBT+ ed è erroneamente attribuito alla comunità esclusivamente gay. Negli anni ottanta avvenne infatti un cambio di linguaggio. Inizialmente con la parola Gay si inglobava tutto la comunità LGBT. Con la nuova generazione vennero introdotte terminologie più precise e inclusive. Per tale motivo ora per definire la parata di Giugno si usa solo il termine “Pride” con cui si indica una manifestazione sull’orgoglio di ogni tipo di possibilità di essere nell’orientamento e nell’identità sessuale. È una manifestazione pubblica aperta a tutti, indipendente dall’orientamento sessuale, per celebrare l’accettazione sociale e l’autoaccettazione delle persone gay, lesbiche bisessuali, pansessuali, intersex, transgender e queer e i relativi diritti civili e legali anche quelli non ancora ottenuti. Questo evento si svolge annualmente in ogni parte del mondo e, oltre la parata, si svolge un festival composto da seminari e convegni sui diritti sociali e civili, sui
nuovi orientamenti e progetti futuri, sulla diffusione della storia e della cultura LGBT+.
Il Pride del 2020 sarà all’insegna della musica, spettacoli ed interventi da parte di attivisti e personaggi pubblici da tutto il mondo da seguire dall mese di giugno in streaming sulle pagine Facebook di:
– Global Pride;
– Siracusa pride;
