Pornografia: storia, significato sociale e gli attuali risvolti

Quando parliamo di pornografia quali aspetti dobbiamo considerare? Scoprite in questo articolo le battaglie e la nascita di una pornografia femminista.

 

Playboy, l’alternativa allo stereotipo della famiglia americana

La pornografia diviene luogo generatore di stereotipi e messaggi per la popolazione negli anni 50 quando un laureato in psicologia Hugh Hefner fonda nel 1953 la rivista Playboy, destinata a un pubblico etero e maschile. L’importanza della rivista, non ha reso solo pubblica la sessualità per la massa, ma è diventata uno strumento in cui i valori sociali del tempo e i desideri del patriarcato venivano soddisfatti. Essa non era solo una rivista con donne nude, ma soprattutto un incredibile progetto comunicativo il cui obiettivo era di dare un’alternativa allo stereotipo della famiglia felice americana.
Il creatore della rivista incarnava l’emblema di un uomo ricco che viveva in una sfarzosa villa attorniato da belle, docili e sottomesse donne. Hefner ha passato il messaggio di dominare la sfera domestica e ha reso pubblico ciò che finora era privato e tabù, la sessualità. Di conseguenza, dagli anni 50 ad oggi sesso e sessualità sono definititi da una prospettiva maschile per un uomo etero, dominante e bianco.

 

A che punto sta la pornografia?

Attualmente la pornografia rispecchia i canoni sopra citati e non è variata, pur essendo mutata la società ed i suoi bisogni. Pertanto, una visione della pornografia di questo tipo passa informazioni devianti sul ruolo della donna e sul potere maschile. Gli adolescenti di oggi scoprono una sessualità deviata culturalmente e che li porta ad una frustrazione elevata, poiché loro non corrispondono e non possono corrispondere ai canoni proposti da questo tipo di sessualità mediatica.

 

Le battaglie contro la pornografia

Negli anni ’80 i movimenti femministi incominciarono a combattere la pornografia chiedendo l’aumento della censura e l’abolizione delle riviste e video. Cosi nasce il post porno. Il termine è stato coniato negli anni ’90 dall’artista olandese Wink Van Kempen durante uno show di un attivista Annie Sprinkle. L’intento del post porno è di smascherare i codici della pornografia convenzionale e maschilista, razzista e sovvertirla sessualizzando in modo libero e estremo la sessualità. Tuttavia il post pornografia ha un limite, nasce come movimento politico e sociale per sovvertire i canoni del patriarcato. Aveva un intento più di rivoluzione sociale, infatti aveva una forte spinta anarchica e sovversiva.

 

 

Porno queer e femminista

Ciò che si sta diffondendo, invece al giorno d’oggi, è il porno queer e femminista. E un porno non convenzionale, con una forte commercializzazione on line e con l’intento di educare alla sessualità e alla pornografia. È una pornografia che rispetta le donne e spesso è gestita da donne, in cui il rispetto ed il consenso
tra i patner è il principale obiettivo. In questo caso c’è più interesse per l’estetica e la fotografia nei film e i protagonisti sono rispettati con contratti e diritti invece che sfruttati dalle grandi case di produzione mondiali. Un esempio di pornografia erotica al femminile è quella della regista Erika Lust (il suo sito è navigabile e facilmente visibile). Ritengo che sia inutile da un punto di vista educativo per la nostra società
additare la pornografia come sbagliata, tabù e da censurare. Come riteneva il movimento post porno o le associazioni cattoliche ortodosse. La pornografia che si trova su youporn o pornhub è figlia di una società che deve cambiare e quindi cambiamo la pornografia: essa non può più solo rispecchiare l’uomo etero
bianco e dominante. Esistono le donne, i disabili e il mondo lgbt+. Esistono i giovani e gli adolescenti che vogliono conoscere la sessualità.

 

L’invito è quello a scoprire una nuova pornografia che rispetti i valori di rispetto, consenso e benessere ed aiutiare i ragazzi a conoscere l’educazione sessuale, in modo che non ricevano risposte alle loro domande dalla pornografia on line, ma da una comunicazione adatta al loro linguaggio e alla loro età di appartenenza.